Categoria
Dialogo

Gli uomini producono macchine che, a loro volta, producono uomini. Dalle manifatture della prima rivoluzione industriale agli algoritmi del food delivery, il lavoro continua a essere terreno di scontro creativo tra tecno­ logia e umanità. Durante il reading verranno presentati brani di grandi filosofi, rivoluzionari disincantati e lavoratori e lavoratrici che hanno sperimentato sulla propria pelle gli effetti delle macchine sulla capacità di pensare, sperare e ribellarsi.

Ospiti

Enrico Donaggio

Ha insegnato Filosofia della storia presso l'Università di Torino. È professore di Filosofia e pratica dell'interdisciplinarità all'Università di Aix-Marseille, dove dirige l'Institut d'études avancées e coordina un gruppo di ricerca di scienziati, artisti e militanti su lavoro, libertà e utopia oggi.
Tra i suoi libri: Direi di no. Desideri di migliori libertà, Feltrinelli 2016; Travail e(s)t liberté?, Eres, 2022.

Leonard Mazzone

Assegnista di ricerca in Filosofia sociale e politica all'Università MIlano-Bicocca, dove lavora a un progetto intitolato “Mutualismi emergenti. Narrazioni e pratiche di reciprocità solidale ai tempi della sindemia”. Dopo essersi laureato in Filosofia all’Università di Torino con una tesi sulle teorie negative della giustizia, nel 2013 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Firenze con una tesi sulla vita e sulle opere di Elias Canetti e sulla rilevanza filosofico-politica di Massa e potere.

Giancarlo Judica Cordiglia
Giancarlo Judica Cordiglia

Diplomato nel 1993 alla scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, ha lavorato in numerose produzioni teatrali, molte delle quali con la regia dello stesso Ronconi. e con Gabriele Lavia, Davide Livermore, Giorgio Gallione, Antonio Syxty, Mauro Avogadro, Armando Pugliese.
Nel 2019, nel 2021 e nel 2022 recita al Teatro greco di Siracusa in "Elena di Euripide" e in "Coefore-Eumenidi" di Eschilo.
Ha recitato all’inaugurazione del 2020 del Teatro alla Scala di Milano, alla serata “A riveder le stelle”.