Immaginari digitali e servitù “fai da te”
Negli ultimi anni le distopie digitali mostrano come l’uso improprio delle tecnologie possa indurre gli individui ad accettare nuove forme di servitù volontaria. In questi scenari i dittatori scompaiono, sostituiti da sistemi di sorveglianza pervasivi e interiorizzati. A differenza di quanto descritto da Orwell in “1984”, non si sfugge più allo sguardo del potere cercando spazi di segretezza ma, al contrario, si desidera visibilità e si pratica l’auto-sorveglianza. Così, queste narrazioni mettono in luce la tentazione di scambiare la fatica della libertà con la rassicurante comodità della servitù.
Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Possibilità di prenotazione esclusivamente per le scuole secondarie di secondo grado.
Ospiti
Manuela Ceretta
Docente di Storia del pensiero politico all’Università di Torino. Dopo essersi a lungo occupata di storia irlandese, ha rivolto i propri interessi alla tradizione utopico-distopica: ha curato volumi su Orwell (2007) e su Huxley (2019) e scritto saggi su diverse tematiche apparsi in volumi e riviste. Attualmente sta scrivendo un libro sugli immaginari distopici contemporanei.
Introduce
Massimo Cuono
Location
Via Maria Vittoria, 5
Torino
In collaborazione con
Biennale Democrazia