Si è conclusa domenica 19 aprile con la lectio “L’etica per il futuro delle democrazie digitali” di Mariarosaria Taddeo e lo spettacolo “Automavie. La vita a rendere”, la V edizione di Biennale Tecnologia, la manifestazione culturale organizzata dal Politecnico con il supporto e la collaborazione di istituzioni, enti, imprese e partner del territorio, che credono nel valore del progetto. Anche quest’anno, la Biennale ha invitato il pubblico a domandarsi in che modo la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo, affrontando un tema – Soluzioni - che è stato sviluppato attraverso un approccio trasversale e interdisciplinare, con l’obiettivo di avvicinare le scienze tecnologiche e quelle umane, in linea con il claim della manifestazione: “Tech Cultures”.

Con oltre 60.000 presenze Biennale Tecnologia conferma il suo successo, inserendosi in un contesto di eccellenza per il Politecnico, appena riconosciuto da ANVUR come primo ateneo in Italia per Terza Missione e impatto sociale nella VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) 2020–2024, a conferma della capacità dell’Ateneo di trasformare la conoscenza scientifica in innovazione concreta, con ricadute rilevanti sul tessuto non solo imprenditoriale ed economico, ma anche sociale e culturale.

La V edizione di Biennale Tecnologia si è inoltre distinta per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: per la prima volta oltre agli ambienti accademici del Politecnico, che è rimasto la sede centrale, si è estesa in maniera diffusa e capillare nella città, con  oltre 20 sedi.

Tra le altre novità di questa edizione, la presenza dei co-curatori, che hanno affiancato il curatore scientifico Guido Saracco. In particolare, Saracco ha coordinato l’intero programma e nello specifico si è focalizzato sul filone dedicato all’impatto dell’IA e alle trasformazioni che implica nella società e nel rapporto con l’essere umanoSimone Arcagni sul rapporto tra cultura e tecnologia; il collettivo Frame - Divagazioni scientifiche, si è occupato di incontri che in maniera trasversale toccano più argomenti, dallo spazio alla saluteFederico Bomba (Sineglossa), invece, ha curato due mostre inserite nel programma, Framing Problems e Dati Sensibili.

“Il successo di Biennale Tecnologia conferma come l'università italiana debba essere sempre più protagonista del dibattito culturale, affrontato attraverso diverse sfaccettature tematiche di interesse collettivo, allontanandosi sempre più dall’autoreferenzialità: per questo le voci presenti a Biennale sono state plurali, e hanno proposto al numerosissimo pubblico che ci ha seguito spunti di riflessione e strumenti per approfondire questioni di grande attualità, che hanno al centro la conoscenza tecnologica – commenta Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico e Presidente di Biennale Tecnologia – In questa manifestazione abbiamo sperimentato anche una grande innovazione nella proposta di linguaggi comunicativi, con modalità espressive nuove che hanno permesso di ampliare i profili degli ospiti accolti e del pubblico che ci ha seguito. A ciò, si sono sommati i nuovi spazi di Biennale, in dialogo diretto con la città e il territorio. Questa propensione all’innovazione continua è parte della cultura della comunità del Politecnico di Torino, e continueremo a portarla avanti con entusiasmo, iniziando già da oggi a guardare alla prossima edizione di Biennale Tecnologia”.

“Le principali innovazioni nella Biennale Tecnologia 2026 si sono rivelate un successo. I guest curator, scelti con una ferrea procedura valutativa, hanno consentito di ampliare le discipline culturali coinvolte nella riflessione su tecnologia e società, arricchendo il parterre di ospiti di nuove voci. La collaborazione con gli enti culturali cittadini ha aperto al pubblico di Biennale Tecnologia spazi memorabili spesso con produzioni congiunte con ciascun ente. Il successo delle mostre e degli spettacoli, prodotti o co-prodotti dal Politecnico di Torino attraverso la sua azione Prometeo Tech Cultures, ha infine dimostrato come i cittadini e le cittadine possono essere raggiunte in numero crescente usando insieme più chiavi di comunicazione. Questo traccia la via per un rinnovato impegno per l’edizione di Biennale Tecnologia 2028”, dichiara Guido Saracco, curatore di Biennale Tecnologia.

Nel corso delle cinque giornate, Biennale Tecnologia ha visto confrontarsi oltre 300 relatori da tutto il mondo per un totale complessivo di 120 incontri animati dalla grande partecipazione di un pubblico di ogni età, coinvolgendo cittadini torinesi e anche molti turisti presenti in città nel weekend. Oltre 14.000 persone hanno partecipato agli incontri, registrando molti sold out, come gli appuntamenti “Intervista al computer quantistico: qual è il suo segreto e perché tutti ne hanno paura?” e “A tavola con la scienza” (Sala Emma Strada – Politecnico), “Soluzioni, innovazioni, città (Spazio Prometeo - Politecnico)”, “La musica dell’acqua” (Accademia delle Scienze), “L'intelligenza artificiale e i diritti fondamentali (Museo Nazionale del Risorgimento), “IA e democrazia. Anatomia di un impero tecnologico” (Teatro Regio, Foyer del Toro) o “Il destino dei popoli in lotta per la supremazia” (Gallerie d’Italia - Torino).

Si è confermato l’impegno per le scuole, nell’ambito del progetto della Città “Torino Futura”: Biennale Tecnologia ha promosso anche attività per i più piccoli con oltre 2600 bambini e ragazzi che hanno partecipato ad attività didattiche nello Spazio 0-14 e laboratori, tra cui quelli di Politenico Aperto. Tecnologia in Piazza ha portato in piazza San Carlo 22Team studenteschi dell’Ateneo, coinvolgendo sabato e domenica oltre 25.000 persone con dimostrazioni e presentazioni di progetti, ricerche e prototipi, che hanno affascinato famiglie, studiosi e molti turisti.

Esauriti tutti gli spettacoli che hanno visto protagonisti, tra gli altri, da Marco Paolini alle OGR a Stefano Accorsi al Teatro Carignano a Tecnomusik al Conservatorio Giuseppe Verdi, passando per “La sussurratrice” al Teatro Vittoria e “Retrofuturo” e “Prometeo Talks” al Politecnico, con oltre 4000 spettatori complessivi.

Quest’anno è stato dato grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi percepiti tradizionalmente come distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e delle mostrePiù di 15.000 persone hanno visitato le mostre ospitate nelle sale del Museo Nazionale del Risorgimento, Gallerie d’Italia - Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Nazionale del Cinema, Teatro Regio, Palazzo Birago, Museo Egizio e Politecnico.


Tutti gli incontri di questa edizione sono stati registrati e sono disponibili on demand gratuitamente, consultando il programma, e sul canale YouTube del Politecnico. Questi contenuti andranno ad arricchire il patrimonio digitale di Biennale Tecnologia.

Appuntamento alla VI edizione di Biennale Tecnologia.