Martyna Marciniak

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La sua pratica si muove all’intersezione tra teoria dei media e immaginari giuridici, tracciando i modi in cui il potere si iscrive attraverso regimi d'immagine e infrastrutture visive. Influenzata dalla sua attività di ricerca spaziale e visiva per ONG come Human Rights Watch, Amnesty International e Forensic Architecture, il suo lavoro critica le strutture politiche, la violenza sistemica e le loro strategie di rappresentazione.

Oscillando tra scultura, video e animazione, Marciniak scrive contro-storie visive, "contrabbandando" modi alternativi di vedere. La sua ricerca si impegna in una forma di pataforensics: una provocazione rivolta ai tropi dell’estetica scientifica e forense, di cui rivela assurdità e contraddizioni, mettendo in guardia dal rischio di scambiare tali modelli per verità assolute.

Il suo lavoro è stato esposto, tra gli altri, presso Onassis Stegi, Copenhagen Contemporary, Ars Electronica, Galerie Stadt Sindelfingen, Biennale di Varsavia e LABoral Centro de Arte. Nel 2025 è stata artista in residenza nell’ambito del programma CERN Collide e il suo progetto Anatomy of Non-Fact ha ricevuto un Award of Distinction al Prix Ars Electronica 2025.

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