Ci rendiamo conto di quello che abbiamo solo quando lo perdiamo. Succede spesso.
Viaggiamo, comunichiamo, riscaldiamo, raffreddiamo, illuminiamo, ricarichiamo, mangiamo. Tutto questo grazie all’energia. Ma non sempre ne siamo consapevoli. Quando l’energia non c’è più, ci accorgiamo della sua importanza. È il blackout. La crisi climatica impone una transizione verso le fonti rinnovabili, ma queste sono per loro natura intermittenti. Possono allora verificarsi discrepanze tra i picchi di produzione e quelli di consumo. Intere città o nazioni possono fermarsi.
La ricerca scientifica e tecnologica sta percorrendo diverse strade per individuare soluzioni. Occorre che queste strade si intreccino. Servono occasioni di scambio e collaborazione. Si parla di integrazione dei sistemi energetici e di sinergia. L’installazione è un particolare data center in cui fluiscono dati, idee e suggestioni visive e sonore. Per funzionare ha bisogno di energia e della nostra curiosità.
Immersi nel buio possiamo “fare luce” su oggetti, approcci e prospettive di ricerca che si integrano e si contaminano tra loro generando un quadro ricco, variegato e complesso. Tutto intorno sono presenti delle cellule neuronali. Sono connesse e si scambiano segnali. Convertono e distribuiscono energia grazie ai mitocondri. È un frammento microscopico di mondo biologico da cui prendere ispirazione. Il tema dell’energia è problematico e controverso. Non esiste una soluzione unica e miracolosa. Ma proprio per questo è affascinante ed è fondamentale conoscerlo meglio.
Non vogliamo rimanere al buio.