Oltre le armi: le nuove frontiere della guerra

Il conflitto in Ucraina ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema delle nuove "armi" con cui le gran­di potenze conducono campagne di conquista e influenza sullo scacchie­re geopolitico. Attacchi informatici, inquinamento dell'informazione, cy­ber-spionaggio, hacking di Stato: in mano a un esercito di mercenari del web, silenziose e invisibili, possono fare vittime e spostare gli equilibri nei rapporti di forza tra Paesi.


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Chi ha ancora paura di Julian Assange e WikiLeaks

Poche organizzazioni hanno rivolu­zionato giornalismo e diritto all'in­formazione come Wikileaks. Grazie al suo fondatore Julian Assange ha aperto uno squarcio nel velo del po­tere profondo, là dove operano ser­vizi segreti e diplomazie. Un potere su cui il cittadino non può esercita­re alcun controllo. A causa del suo lavoro, Assange rischia il carcere. Come può salvarsi? Quale ruolo ha la tecnologia nella sua rivoluzione? Quanto conta il fattore umano?


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Come convivere con l'odio online e restare ottimisti

I social media sono oggi tecnologie dell'empatia in grado di moltiplica­re l'odio, ovvero innescare opinioni e azioni positive in una sfera pub­blica digitale quanto mai contesa. Quale ruolo per le tecnologie nelle trasformazioni e nel trasformismo dell'odio online? Punti di vista di­versi a confronto per riflettere su fenomeni e derive di Internet e sul­le opportunità delle nuove forme di partecipazione e inclusione sociale.


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L'informazione in tempo di guerra

La guerra cambia le priorità. Cam­bia anche il rapporto tra democra­zia e sistema dell'informazione? Anche nelle democrazie la qualità dell'informazione può essere sot­tomessa alle logiche della guerra? Oppure questa è una delle differen­ze che permangono rispetto alle autocrazie?


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Dati di valore

L' Istituto nazionale di statistica (ISTAT) è il maggior produttore di sta­tistiche ufficiali del paese e svolge un ruolo guida tra i vari istituti di statisti­ca europei. I suoi servizi online sono una ricca fonte di dati e informazioni strettamente controllati dal punto di vista quantitativo e qualitativo: rap­presentano quindi per cittadini, isti­tuzioni, scuole, università e centri di ricerca la migliore arma contro la diffusione di fake news.


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