I beni culturali rappresentano per l'Italia una risorsa straordinaria, l'unico vero e irriproducibile "valore aggiunto". L'Italia, infatti, conserva su di sé le tracce di una storia millenaria, segnata da una continuità temporale e da una ricchezza spaziale senza confronti: si devono pertanto salvaguardare un numero assai rilevante di manufatti costituiti da materiali inorganici e organici in vario stato di conservazione.
La lezione attraverso alcuni casi studio (studi effettuati su manufatti archeologici, quali monete di epoca fenicio-punica o romana, su materiali lapidei del Monastero di Batalha in Portogallo), oggetto di indagini da parte del gruppo di ricerca al quale appartiene l'oratrice, illustrerà il ruolo della chimica nel definire caratteristiche e proprietà dei materiali metallici e lapidei, con particolare attenzione alle tecniche non distruttive e micro-distruttive per la diagnostica dello stato di degrado del bene culturale stesso. 
Le strumentazioni di laboratorio utilizzate sono microscopi ottici (OM), microscopi elettronici a scansione (SEM), strumentazioni portatili quali spettrometri a fluorescenza a Raggi X (XRF) e spettrometri Raman.
Viene inoltre illustrata una campagna di misura su manufatti di arte ambientale contemporanea, che appartengono alla Collezione Gori presso la Fattoria di Celle a Pistoia.

A cura di: Emma Angelini, Leila Sebar (Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia)

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